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Follow-up nefrologico: frequenza e importanza
Il follow-up nefrologico è una fase fondamentale nella gestione delle patologie renali e delle condizioni che possono comprometterne la funzione nel tempo. Anche in assenza di sintomi evidenti, il monitoraggio regolare consente di individuare precocemente variazioni cliniche o laboratoristiche e di intervenire prima che il danno renale progredisca.
Un controllo periodico è particolarmente indicato nei pazienti con fattori di rischio renale o con alterazioni già documentate agli esami del sangue o delle urine.
Le principali condizioni che richiedono un follow-up nefrologico includono:
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insufficienza renale acuta o cronica
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nefropatia diabetica
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ipertensione arteriosa
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proteinuria o albuminuria persistente
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alterazioni del filtrato glomerulare (eGFR)
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forte familiarità per patologie renali
Durante il follow-up è possibile monitorare:
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l’andamento della funzione renale (creatinina, eGFR)
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la presenza o l’evoluzione di proteinuria o ematuria
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l’equilibrio elettrolitico
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il controllo della pressione arteriosa
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l’efficacia e la tollerabilità delle terapie in corso

La frequenza dei controlli varia in base alla condizione clinica, allo stadio della malattia e alla presenza di comorbidità, e viene definita dallo specialista in modo personalizzato.
In generale, anche in situazioni stabili, è consigliabile un controllo degli esami almeno ogni 6–12 mesi, per intercettare precocemente eventuali variazioni della funzione renale.
Presso il nostro ambulatorio offriamo un approccio strutturato e su misura, comprensivo di:
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valutazione clinica periodica e interpretazione degli esami di laboratorio
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adeguamento delle terapie in base all’evoluzione clinica
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monitoraggio dei fattori di rischio per la progressione della malattia renale
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indicazioni nutrizionali e comportamentali mirate
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pianificazione del follow-up in base alle caratteristiche del singolo paziente